Gli studenti italiani sono tornati sui banchi di scuola.
La fine delle vacanze tradizionalmente rappresenta nell’immaginario collettivo un evento funesto per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, costretti a rinunciare obtorto collo al piacevole ozio estivo. Di questi tempi però, con la crisi economica che non accenna a diminuire ed i costi per l’acquisto del materiale scolastico in costante crescita, è ragionevole supporre che l’avvento del mese di settembre, con la conseguente riapertura delle scuole, non sia stato salutato con grande entusiasmo neppure dai genitori della popolazione studentesca.
Una delle principali associazioni a difesa dei consumatori ha calcolato, infatti, un aumento medio dell’1,6% dei costi relativi all’acquisto dei libri e dell’1,4% delle spese necessarie per il corredo scolastico rispetto allo scorso anno ove, peraltro, si erano già registrati considerevoli rincari rispetto al 2012.
Per il solo acquisto dei libri e di due dizionari per un alunno iscritto al primo anno di liceo occorrono attualmente circa 800 euro. Se a tali spese si aggiungono quelle per l’acquisto del corredo scolastico annuale, valutate in media 506,50 euro per ogni studente, si superano i 1.300 annui.
Costi più contenuti, invece, per i genitori di uno studente di prima media: per libri e dizionari occorrono di regola “solo” 484 euro. Sommando le spese necessarie per l’acquisto del kit scuola, in quest’ultimo caso, l’esborso annuale dovrebbe aggirarsi sui 1.000 euro: una spesa purtroppo insostenibile per molte famiglie italiane, il cui potere di acquisto dal 2008 ad oggi è diminuito di oltre il 13%.
Ebbene, se consideriamo che la nostra Costituzione dispone che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita” (art. 34), ben si comprende il ruolo che lo Stato è chiamato a svolgere nell’attuazione di tale situazione giuridica.
L’istruzione si colloca, infatti, nell’alveo dei diritti fondamentali ed inviolabili della persona, vale a dire quei diritti che necessitano di un intervento statale diretto, al fine di concretizzare i principi di solidarietà e uguaglianza sui quali il nostro ordinamento giuridico è fondato.
Spetta alla Repubblica, dunque, offrire a tutti, indistintamente, la possibilità di accedere senza difficoltà alla scuola dell’obbligo.
In attuazione dei precetti costituzionali vigenti, lo Stato deve, pertanto, fare di più.
Ecco quindi che, oltre ad una maggiore considerazione delle singole scuole nei confronti dei c.d. “tetti di spesa”, sembra giunto ormai il tempo per attuare una politica di massima incentivazione dell’editoria elettronica, che secondo le previsioni degli addetti ai lavori dovrebbe consentire alle famiglie di ottenere un sostanziale risparmio di spesa sull’acquisto dei tradizionali testi scolastici cartacei.
In altre parole, meglio alleggerire le cartelle degli studenti che i portafogli dei genitori.