Lo scorso 28 ottobre la Camera dei deputati, a larga maggioranza, ha dato il via libera alla proposta di legge che introduce i nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali.
Il testo, già approvato dal Senato e successivamente modificato alla Camera, tornerà ora all’esame degli inquilini di Palazzo Madama che, entro breve, dovrebbero provvedere all’approvazione e, salvo imprevisti, entro l’anno la proposta sarà legge, anche perché è necessario perseguire in maniera adeguata una forma di criminalità non più tollerabile.
Si stima, infatti, che nel solo anno 2014 siano stati oltre mille gli episodi di pirateria stradale verificatisi nel nostro Paese, con circa 120 morti e più di 1.200 feriti.
Nonostante il numero abnorme delle vittime, il fenomeno non è stato però sino ad oggi contrastato efficacemente. Ecco quindi che, a norma dell’articolo 589 bis c.p. che dovrebbe a breve essere introdotto, sarà punito, a titolo di colpa, ma con una robusta pena detentiva (di diversa entità in ragione del grado della colpa stessa) il conducente di un veicolo a motore la cui condotta imprudente costituirà causa dell’evento mortale o del ferimento di un’altra persona.
A titolo esemplificativo, si consideri che, se la proposta di legge sarà positivamente vagliata dal Senato, saranno puniti con la reclusione fino a 12 anni gli omicidi stradali provocati da chi si metterà alla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di droghe e con la pena della reclusione fino a 10 anni gli omicidi stradali commessi da quanti supereranno specifici limiti di velocità o effettuato manovre azzardate (ad esempio, un sorpasso particolarmente audace, l’attraversamento di un’intersezione con il semaforo rosso, una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità di un incrocio).
La pena potrà essere diminuita fino alla metà in presenza di un concorso colposo della vittima, ovvero aumentata se l’autore del reato non sarà in possesso della patente, non avrà assicurato il proprio veicolo a motore, ovvero causato la morte di più persone. Il limite massimo di pena, anche in tali casi, non potrà comunque superare i 18 anni di reclusione.
In altre parole, non ci sarà più il rischio di “rientrare” nei limiti utili per la sospensione condizionale della pena, che sino ad oggi ha evitato il carcere alla maggioranza dei responsabili degli atti di pirateria stradale.
Sanzioni forse troppo severe, secondo taluni, soprattutto in considerazione del fatto che è prevista una lunga detenzione anche per chi, senza mettersi alla guida sotto l’effetto di droghe o alcol, si renderà autore, anche per distrazione, di mere infrazioni (per quanto gravi) del codice della strada.
Al di là della legge, certamente condivisibile, un ruolo centrale nell’applicazione del “nuovo” reato di omicidio stradale sarà quindi quello del giudice, l’unico soggetto che, valutando caso per caso, potrà comminare sanzioni adeguate alla gravità della condotta.